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Tracciabilità alimentare: ancora parecchi rebus sulle normative

foto tracciabilità

L'obbligo di tracciabilità alimentare, istituito dal Regolamento CEE n. 178 del 28/01/2002 (Art. 18), è uno dei provvedimenti europei che, facendo riferimento al Libro Bianco sulla sicurezza alimentare (Bruxelles, 12/01/2000 - Com (1999) 719 def.), ne attua alcune disposizioni volte a mettere a disposizione dei cittadini europei gli standard più elevati possibili di sicurezza alimentare.

Oggi, a Palermo ed in Sicilia, purtroppo, le regole sulla tracciabilità dei generi alimentari sono molto confuse. Sempre più spesso ci capita di entrare in supermarket ed ipermercati che espongono prodotti alimentari, dal secco al fresco, senza che nelle confezioni ne sia indicata la provenienza.

Questo problema è di una gravità notevole, e per diverse ragioni. La concorrenza sui mercati esteri è spietata e come se non bastassero le già pesanti imposizioni dettate dall'Unione Europea sulla produzione e l'esportazione degli alimenti, anche la contraffazione provoca non pochi problemi e dubbi. A questo proposito esistono già delle regole ben precise, che definiscono come indispensabile il rilevamento del luogo di produzione (e non quello di confezionamento) sugli involucri e contenitori.

Gli stessi rivenditori non hanno le idee chiare in materia, e quindi ne consegue che anche il più disattento degli acquirenti possa rilevare l'anomalia. La situazione si complica, anche se la disciplina diventa più rigida, se parliamo di pane o carni. Per ciò che riguarda la provenienza del grano, e quindi delle farine, la tracciabilità è molto più difficile da appurare ed anche la carenza di controlli specifici determina una situazione opaca.

Per le carni, invece, l'etichettatura è divenuta la prassi, anche se solo dopo i svariati casi di encefalopatia spungiforme o "mucca pazza" verificatisi in Italia, Europa e nel mondo. Una normativa più precisa ed efficace andrebbe recepita dalle singole amministrazioni preposte ai controlli sanitari, anche al fine di evitare che sulle nostre tavole giungano prodotti, anche geneticamente modificati.