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Agenzia di Stampa Italpress

Standard & Poor's boccia la Sicilia

S&PSempre più giù l'indice di gradimento dell'Italia e della Sicilia in particolare. Se il Belpaese è noto per i suoi attributi paesaggistici, lo è altrettanto tristemente per la salute economica e finanzaria. Stati,  pubbliche amministrazioni, società e imprese sono esaminate dalle agenzie di rating seguendo alcuni parametri che considerano l'affidabilità finanziaria, la solidità economica, la qualità dei  bilanci , le spese e gli incassi.

Pollice verso quindi -  secondo le valutazioni di Standard & Poor's -  che declassa il  rating a BBB+  della Sicilia e di altre quattordici amministrazioni  locali italiane. Compagne di sventura con pagella negativa sono il Friuli-Venezia Giulia, la Campania, l’Emilia-Romagna, la Liguria, le Marche e l’Umbria.

Il metodo generale utilizzato dalle agenzie ( S&P, Moody's, Fitch...) è quello di non assegnare, alle amministrazioni in questo caso, un rating maggiore di quello dello Stato. Un riconoscimento maggiore infatti, può essere assegnato solo in caso di buona solidità finanziaria o di  un'economia sana e flessibile. Caratteristiche queste che certamente non appartengono alla nostra.

Già qualche settimana addietro, S&P aveva declassato il rating dell'Italia da   A/A-1' a 'BBB+/A-2 e oggi un ulteriore ribasso.S&P non è la sola agenzia ad aver bacchettato la Sicilia. In ottobre, anche Moody's aveva messo gli occhi sull'Isola declassando di due livelli il suo rating.L'analisi condotta tiene conto del debito. Anche se ancora moderato,  il debito aumenta i suoi livelli di crescita e lo sviluppo socio economico stenta ad innalzarsi.Il rating,  che altro non è che un indicatore, rappresenta l'ago della bilancia di un soggetto preso in esame.

Serve a valutare il "rischio di credito" ovvero la probabilità che pagamenti e interessi siano ben bilanciati per non sforare in situazioni di margine estremo. L'indicatore oscilla in una scala che va da valori massimi, solitamente attribuiti a Stati o Enti con fortissima capacità economica , a valori minimi, attribuiti a Società in Amministrazione controllata o a governi come l'Argentina, o la Grecia in fase di ristrutturazione del debito.