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Agenzia di Stampa Italpress

Forconi in piazza, Ferro a Morsello: fai chiarezza e scendi in piazza con noi

Sono decine i pulmann in arrivo da tutta la Sicilia per la protesta del Movimento dei Forconi a Palermo. Il concentramento a Piazza Croci, lanciato all'inusuale orario delle 8:30 non partirà prima delle 11:00. Nel frattempo le televisioni nazionali, passata l'ubriacatura da Costa Concordia, si sono presentate questa mattina ad intervistare i manifestanti. Tra loro anche Mariano Ferro che dalla piazza ha lanciato un segnale netto a Martino Morsello:

C'è rabbia in piazza per l'attegiamento del governo e della classe politica, pronta a dire la sua e ad intervenire con il pugno duro dopo appena due giorni di protesta nel resto d'Italia. Per un'intera settimana dal Parlamento e dal governo non è arrivata una risposta, la Sicilia si sente come abbandonata a sé stessa. Si avverte la mancanza dello Stato e non solo tra i Forconi. Chi segue la protesta sui social network, nelle strade e dalla tv e magari non è nemmeno d'accordo con le modalità della protesta ha avvertito questo distacco. Un distacco reso più forte dalle parole del ministro Cancellieri ieri in Parlamento. Si sono dovute aspettare file chilometriche, sono mancati i beni di prima necessità nei supermercati ed è magari scappato pure il morto in un incidente ad Asti per poter far sentire la propria voce. Questo non va giù.

Mariano Ferro intende portare avanti la protesta fino a quando non saranno portati a casa dei risultati concreti. In particolare, il Movimento dei Forconi chiede:

  • Dichiarazione dello stato di crisi di tutto il comparto produttivo
  • Riduzione del prezzo del carburante
  • Sospensione dei pignoramenti, rifinanziamento delle aziende per due anni con prestiti agevolati
  • Eliminazione dell'ICI e dell'IMU sui fabbricati rurali e terreni
  • Blocco delle cartelle esattoriali e del fermo amministrativo
  • Modifica dell'articolo 36 dello Statuto Siciliano (Al fabbisogno finanziario della Regione si provvede con i redditi patrimoniali della Regione e a mezzo di tributi, deliberati dalla medesima. Sono però riservate allo Stato le imposte di produzione e le entrate dei tabacchi e del lotto, ndr.)
  • Riduzione dei pedaggi sui traghetti per le merci siciliane da esportare al nord
  • Utilizzo dei fondi comunitari ancora non spesi per rifinanziare le aziende
  • Riforma della politica comunitaria, blocco delle importazioni di grano, olio ed altri prodotti siciliani di cui vi è eccedenza
  • Obbligo nelle mense ospedaliere e scolastiche della presenza di prodotti agricoli siciliani
  • Riconferma delle giornate lavorative per i braccianti agricoli
  • Rispristino e finanziamento delle leggi sulle calamità naturali
  • Rispetto del contratto collettivo di lavoro dei braccianti agricoli

 Si tratta di richieste molto difficili da attuare ma che possono trovare diverse sponde politiche. Una in particolare, la piena attuazione dell'articolo 36 dello Statuto Siciliano potrebbe avere, inaspettatamente, una forte sponda dalla Lega Nord.